Per i Docenti

ANCHE UN PICCOLO GESTO PUÓ FARE LA DIFFERENZA

IL PROGETTO E LE SCUOLE


Uno degli obiettivi del progetto Oggi per Domani è quello di accrescere la preparazione dei docenti e farli diventare autonomi nell’affrontare con i propri alunni un tema così complesso come quello della violenza di genere.

Il progetto, in particolare, vuole offrire la possibilità alle scuole di stimolare un vero e proprio cambiamento nei modelli socio-culturali legati al comportamento e al ruolo delle donne e degli uomini, contrastando così la diffusione e l'interiorizzazione di stereotipi di genere e riducendo le relative conseguenze dannose per la società tutta.
Oggi per Domani, però, non vuole rappresentare un intervento isolato mirato alla prevenzione del fenomeno, bensì l’opportunità, per le scuole aderenti al progetto e per i relativi insegnanti, di acquisire nuove competenze ed entrare in possesso di un materiale che potrà poi essere utilizzato a lungo termine, nei successivi anni scolastici.

 


Il kit consegnato alle scuole contiene un video animato da somministrare ai bambini, insieme a tutte le informazioni utili agli insegnanti per portare avanti il progetto con i propri alunni e, in particolare:

  • indicazioni per l’utilizzo del kit: come preparare i bambini alla visione del video animato, come somministrare loro il video, come compilare i questionari prima e dopo il progetto.
  • indicazioni su come parlare ai bambini e come spiegare in modo semplice il fenomeno della violenza di genere, con particolare riferimento alle migliori modalità di spiegazione di concetti quali il rispetto dell'altro, la parità, l'uguaglianza, le diversità e altri valori fondamentali per promuovere una nuova cultura che finalmente escluda episodi di violenza.
  • glossario dei termini legati al fenomeno e della terminologia più corretta da utilizzare nell’affrontare l’argomento con i bambini, affinché sia più semplice per loro comprendere i vari concetti esposti.
  • linee guida su come comportarsi e a chi rivolgersi nel caso in cui si sospettasse che uno dei propri alunni possa essere vittima o testimone di qualche forma di violenza.
  • numeri utili e riferimenti per richiedere supporto durante il progetto.
 

COME PARLARE AI BAMBINI


È fondamentale iniziare a parlare alle nuove generazioni fin da subito per innescare le basi per porre in essere un cambiamento culturale fondamentale per contrastare la violenza di genere.

Ma è necessario farlo in chiave positiva, usando linguaggi adeguati ed educando i più piccoli a vivere nella società rispettando sempre l’altro in quanto individuo, per sua natura diverso e per questo unico.

Se parlare ai bambini di violenza è indubbiamente un compito non semplice e che richiede grandi attenzioni e responsabilità, sicuramente alcune linee guida da tener presente quando si affronta un tema così delicato con i più piccoli possono essere di grande aiuto.

Essere preparati e sinceri
È fondamentale che gli adulti, prima di parlare ai bambini, si preparino sull’argomento, poiché altrimenti si potrebbe correre il rischio di provocare una maggiore confusione. Si consiglia, inoltre, di essere sempre sinceri con i più piccoli, anche ammettendo – se necessario – di non sapere.
Fare esempi pratici
È sempre utile accompagnare le spiegazioni teoriche con esempi concreti, magari creando storie che abbiano come protagonisti i personaggi di fantasia a loro più cari o facendo degli esempi che portino alla luce qualche avvenimento della vita reale che coinvolge persone di loro conoscenza.
Usare concetti positivi
Pur illustrando un concetto negativo come quello della violenza, si consiglia sempre di offrire ai bambini anche un risvolto positivo. Più che porre l’accento su quello che non si deve fare o che è sbagliato, si suggerisce di sottolineare e se possibile mostrare casi concreti di comportamenti corretti.
Dare il buon esempio
I bambini imparano molto velocemente e questo avviene, soprattutto, osservando gli altri, imitandone i gesti, ripetendo le parole e facendo propri gli stili degli adulti di riferimento. Comportarsi bene e mostrare modelli positivi è, dunque, la prima strada che ogni educatore dovrebbe seguire.

COSA FARE SE…


Chiunque venisse a conoscenza o avesse anche solo il sospetto di un episodio di violenza ha la responsabilità di fare qualcosa: anche un piccolo gesto, infatti, può essere decisivo e fare la differenza.

Per questo, è importantissimo far capire ai bambini che possono parlare senza nessun timore e far loro percepire che in qualsiasi momento possono trovare nel docente di riferimento un interlocutore a cui raccontare quello che vivono in prima persona o quello che subisce una persona vicina.

In linea generale, sono due le forme di violenza difronte alle quali ci si può trovare: la violenza manifesta e la violenza sospetta. In entrambi i casi, è indispensabile non voltarsi mai dall’altro lato.

Ricordiamo, inoltre, che i docenti e i dirigenti scolastici sono considerati dalla legge italiana dei pubblici ufficiali che come tali hanno l’obbligo di segnalare il caso alle autorità competenti le quali in seguito porteranno avanti le indagini al fine di verificare la sussistenza del reato.
Violenza manifesta
Se la situazione è nota a più persone e si viene a conoscenza o si assiste direttamente a un episodio di violenza, bisogna chiedere aiuto a uno dei seguenti soggetti:

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112

Numero Unico di Emergenza delle Forze dell’Ordine

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1522

Numero Antiviolenza e Stalking del Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri (attivo 24 ore al giorno)

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Numero telefonico

dei servizi sociali o associazioni presenti sul territorio di riferimento

Violenza sospetta
Se si hanno soltanto dei dubbi, è importante comunque cercare di osservare la situazione, non avere paura di fare qualcosa e aumentare la vicinanza con la vittima per farle capire che, se lo desidera, può fidarsi di qualcuno e uscire da quella situazione.

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Il numero di adesioni è limitato e soggetto a disponibilità. Saranno prese in considerazione le richieste di adesione per le scuole dell’infanzia e primarie del Comune di Roma secondo l’ordine temporale di ricezione fino a completamento dei posti.

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